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Minerali essenziali e tossici nel miele e polline d’api: benefici, rischi e impatti sulla salute umana

Il miele e il polline d’api sono apprezzati per i loro benefici nutrizionali e terapeutici, ma possono anche contenere metalli pesanti che rappresentano un rischio potenziale per la salute. In questo contesto, uno studio condotto dai Professori Angelo Cichelli, Alessandro Chiaudani e Federica Flamminii del Dipartimento di Tecnologie Innovative in Medicina & Odontoiatria, Università “G. d’Annunzio” di Chieti-Pescara, e dalla Prof.ssa Ada Consalvo del Centro Studi e Tecnologie Avanzate (CAST), “G. d’Annunzio” Università degli Studi di Chieti-Pescara, ha analizzato il contenuto di metalli nel miele e nel polline d’api provenienti da diverse aree della regione Abruzzo.

Ecco una parte dello studio, riportato nel documento ufficiale intitolato Valutazione del contenuto di minerali e dell’esposizione ai metalli pesanti in miele d’Abruzzo e polline d’api, provenienti da diverse aree antropiche.”

ELEMENTI MINERALI ESSENZIALI

Gli elementi minerali contenuti nel miele e nel polline d’api possono essere sia essenziali che non essenziali per le funzioni biologiche umane. 

Una carenza alimentare di elementi minerali essenziali provoca una varietà di malattie o sindromi; al contrario, questi gli elementi minerali possono diventare dannosi se presenti in quantità eccessive. 

I minerali non essenziali invece possono esercitare tossicità, anche a basse concentrazioni, e influenzano il livello degli elementi essenziali nel corpo umano. 

Gli elementi essenziali comprendono i macrominerali (sodio, magnesio, fosforo, zolfo, cloro, potassio e calcio) e oligoelementi (silicio, vanadio, cromo, manganese, ferro, cobalto, nichel, rame, zinco, selenio, molibdeno e iodio).

I macrominerali, con un contenuto medio superiore a 1 mg kg−1, sono responsabili del mantenimento dell’equilibrio ionico dei composti scheletrici strutturali, aminoacidi, e acidi nucleici. 

Gli oligoelementi hanno diverse funzioni fisiologiche e biochimiche influenzando il sistema circolatorio e la riproduzione; compongono le proteine ​​strutturali, ormoni ed enzimi chiave, ad esempio la zincina, il ferro nell’emoglobina, e selenio nell’enzima glutatione perossidasi.

ELEMENTI MINERALI NON ESSENZIALI

Alcuni elementi non essenziali, come alluminio, vanadio, arsenico, rubidio, stronzio, cadmio, cesio, tallio, piombo e uranio possono contaminare miele e polline.

Tra i più potenzialmente tossici ci sono i metalli pesanti caratterizzati da un effetto elevato peso atomico (oltre 63,5 e con peso specifico superiore a 5,0). Gli elementi principali inclusi in questa classe sono i seguenti: Pb, Cd, Co, Cr, Cu, As, Ni, Zn e Hg

Le principali fonti di inquinamento sono le industrie metallurgiche, la lisciviazione dei metalli discariche, discariche di rifiuti, escrementi, letame di bestiame e  pollame, deflussi, automobili, e lavori stradali. L’uso di pesticidi, insetticidi e fertilizzanti in agricoltura è il fonte secondaria di inquinamento da metalli pesanti [25]. Inoltre, cause naturali, come quella vulcanica attività, corrosione dei metalli, evaporazione dei metalli dal suolo e dalla risospensione dell’acqua e dei sedimenti, l’erosione del suolo e gli agenti atmosferici geologici possono aumentare l’inquinamento da metalli pesanti.

I metalli pesanti interagiscono con le proteine ​​nucleari insieme al DNA, provocando reazioni dirette sito-specifiche e danni indiretti. Nel primo caso si verificano cambiamenti conformazionali delle biomolecole, mentre il secondo è il risultato della produzione di specie reattive dell’ossigeno e dell’azoto come radicali idrossilici e superossidi, perossido di idrogeno, ossido nitrico e altri endogeni ossidanti. Questi elementi tossici possono causare danni acuti a molti organi vitali, come i reni, fegato, cervello, ecc. Inoltre, l’esposizione prolungata può provocare alterazioni della pressione sanguigna, ansia, e disturbi della passività. Secondo l’Agenzia statunitense per la protezione dell’ambiente (USEPA) e l’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro (IARC), arsenico, cadmio, cromo, il piombo e il mercurio sono i metalli più pericolosi e sono anche classificati come “conosciuti” o “probabili” cancerogeni per l’uomo. 

Il cromo e il nichel possono esercitare tossicità, influenzando l’apparato respiratorio, inducendo cancerogenesi, allergie, malattie infettive e intestinali microbiche. Il consumo di arsenico nei prodotti alimentari porta a lesioni cutanee e disturbi cardiovascolari, mentre il cadmio è responsabile anche di danni alla placenta, cancro alla prostata e lesioni renali; inoltre l’ingestione di mercurio può provocare paralisi cerebrale e ritardo mentale. I bambini sono vulnerabili al piombo, che colpisce particolarmente i loro sviluppo del cervello e del sistema nervoso periferico, mentre ipertensione e danni renali sono stati osservati negli adulti in seguito al suo consumo prolungato. Quest’ultimo è l’unico ad oggi che ha una concentrazione massima nel miele fissata per legge a 0,10 mg kg−1 di peso umido, come stabilito dal regolamento della Commissione.

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Apenutra

L’efficacia dell’integrazione a matrice apistica è parte integrante del DNA della famiglia Calvarese. Silvano, fondatore di Apenutra e prima ancora di Aperegina, è un biologo specializzato in Chimica Analitica e Scienze dell’Alimentazione che ha dedicato la sua vita a comprendere il mondo delle api e l’apporto che il loro prodotto più nobile, la pappa reale, dà all’alimentazione umana. Non sorprende dunque che fin da giovane Gianpaolo nutrisse un grande interesse per il tema, pari solo alla sua passione per lo sport che lo porta a divenire un arbitro di calcio internazionale. Si concentra sulla ricerca, sia nel campo della valorizzazione qualitativa delle produzioni apistiche sia nell’indagare i rapporti tra api e ambiente, creando una linea di integrazione per sportivi a base di miele, polline e pappa reale.